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Franco Sasso - Il Professore del Vino
Con il mio Vitinerario® ho avuto il piacere di trascorrere alcune ore con una figura la cui cultura enologica continua a far brillare Rionero in Vulture (PZ) e l’intera zona di produzione dell’Aglianico.
Franco Sasso, per tutti da sempre, Il Professore, mi ha accolto con la sua consueta cordialità in un sereno pomeriggio d’estate. Al suo fianco l’inseparabile figlia Eugenia, con cui condivido un legame fatto di rispetto e sincera amicizia. Ogni incontro con lei è per me una preziosa occasione e la sua presenza sa trasmettere energia e serenità, supportandomi con affetto nel mio viaggio tra i sapori e le storie dell’enogastronomia lucana.
Ci accoglie la Cantina di famiglia, Eubea, dove, nel salotto riservato agli ospiti, prende avvio il racconto vivido e appassionato del Professore. Un viaggio nel tempo che, partendo dai ricordi della sua infanzia, giunge fino ai giorni nostri.
La prima curiosità che mi sorge spontanea è capire perché tutti chiamino Franco “Il Professore”. Lui sorride e racconta che agli inizi della sua carriera insegnava matematica ad Avigliano (PZ), in una scuola speciale, il carcere minorile. Un’esperienza dura ma preziosa che ricorda con orgoglio perché gli permise di aiutare concretamente tanti ragazzi e le loro famiglie a uscire da situazioni difficili. Per Franco, infatti, la scuola non era soltanto un luogo di trasmissione culturale, ma anche uno spazio di crescita e di formazione del carattere. Oggi quell’appellativo ha assunto un significato ancora più ampio, “Professore” non rimanda soltanto alla sua professione di un tempo, ma è il riconoscimento spontaneo di chi lo considera una figura di riferimento nel mondo della vitivinicoltura lucana.
Franco nasce il 19/02/1939 e Rionero è la sua terra d’origine. Parlando della famiglia, ricorda con gratitudine l’affetto ricevuto e si definisce fortunato, soprattutto per il profondo legame con il padre. Ne conserva l’immagine di un uomo attento ai rapporti personali, figura di riferimento e viticoltore stimato per passione, serietà e onestà. Proprio da lui, racconta Franco, ha ricevuto un insegnamento fondamentale per la vita e per la carriera, avendo fin da giovane “respirato aria di vino”.
Ripercorrendo quegli anni, vediamo Franco dividersi tra le presenze ai corsi e gli esami all’Università di Bari e i periodi festivi trascorsi ad affiancare il padre nel lavoro di vinificazione. Questo patrimonio di conoscenze enologiche lo ha accompagnato fino a oggi. Lungo il suo percorso di vita è sempre stato lui, grazie allo studio e alla costante sperimentazione, a stabilire tempi e modalità della vinificazione in azienda.
A un certo punto della sua vita, Franco ricorda di aver acquisito piena consapevolezza delle proprie capacità enologiche, frutto non solo dell’esperienza maturata nel tempo e conquistata sul campo, ma anche di un autentico amore per le vigne, il paesaggio, i profumi e le emozioni che essi sanno trasmettere. A tutto questo si aggiungono il lavoro meticoloso, la cura dei dettagli e le attenzioni quotidiane, qualità indispensabili in cantina per dar vita a un vino d’eccellenza, capace di essere riconosciuto e apprezzato come tale. Insomma, per fare questo mestiere ci vogliono due ingredienti fondamentali, scienza e cuore. Il Professore mi regala un’immagine suggestiva quando racconta di essersi innamorato del suo mestiere, a poco a poco, emozionandosi ogni volta che vedeva gli altri emozionarsi nell’assaggiare i suoi vini. In quei momenti comprendeva di trovarsi a metà di un cammino, un percorso dinamico, fatto di intuizioni e soddisfazioni, che avrebbe trovato il suo compimento grazie al sostegno della figlia Eugenia e alla nascita, nel 2001, del vino simbolo di Eubea, l’Aglianico del Vulture Ròinos.
Quando chiedo a Franco di raccontarmi un momento per lui emozionante lui mi dice di un viaggio in Svizzera, nel 2004, durante un tour insieme ad alcuni tra i migliori produttori di vino italiani, occasione in cui nasce anche una sincera amicizia con Antonio Caggiano di Taurasi. In quel contesto arriva per lui un significativo riconoscimento. L’associazione dei Sommelier svizzeri, insieme a tutti i produttori italiani presenti, alzano i calici brindando con il Ròinos, consacrando così questo vino nell’olimpo dei grandi vini italiani.
A questo punto il Professore mi presenta un’edizione speciale: il Ròinos 100, un Aglianico del Vulture DOCG Riserva 2012 creato per celebrare i cent’anni di storia dell’azienda (1922-2022). La bottiglia, oltre a essere numerata, porta un bollino commemorativo che racchiude alcune parole chiave, simbolo di questo lungo cammino: Storia, Passioni, Sogni, Ricerca, Emozioni.
Franco ricorda con entusiasmo il primo svinamento del Ròinos, un momento speciale immortalato dai fratelli Paolo e Vittorio Taviani. I registi documentarono l’operazione e intervistarono Franco, realizzando un servizio televisivo che celebrava e fissava nel tempo il simbolo di un prodotto lucano d’eccellenza.
Il Professore, ricordando come gli affetti siano la cosa più importante nella vita, mi spiega che il Ròinos non rappresenta soltanto un prodotto di successo, ma è soprattutto una dedica a Roberto, suo nipote e figlio di Eugenia. Il nome nasce infatti dall’unione della “R” di Roberto, all’epoca ancora un bambino, con la parola greca antica òinos, che significa “vino”. Così prende vita il “Ròinos”.
Quella scelta non è soltanto una dedica al nipotino, ma racchiude anche una storia affascinante e ricca di poesia. Franco ricorda una sera d’estate in cui “il mio piccolo Roberto” gli chiese di accompagnarlo in vigna. Lì il bambino iniziò ad abbracciare le viti con devozione e a dialogare con esse e con Venere, la stella della sera. Un momento tanto evocativo e suggestivo da ispirare una decisione aziendale così fondamentale come il nome del vino destinato a diventare simbolo della Cantina Eubea.
E infatti ogni bottiglia di Ròinos riporta nell’etichetta posteriore questa dicitura:
“Dedicato al piccolo Roberto che da una Stella in cielo è volato su una vite e l’ha resa magica”.
Dalla conversazione con il Professore emerge con chiarezza la determinazione e l’orgoglio di un uomo dinamico, instancabile e sempre in prima linea, impegnato a dare vita a un vino in grado di riflettere la sua visione limpida, la sua anima e la sua tenace dedizione di produttore. Ascoltare la storia di Franco Sasso, i suoi racconti, le opinioni e persino le critiche, sempre costruttive, rivolte al mondo del vino a 360 gradi è un privilegio che si trasforma in un momento prezioso, quasi didattico. Un’occasione capace di arricchire culturalmente chiunque e di emozionare attraverso tutto ciò che il Professore ha da condividere.
Luigi Chiera

Potete trovare questo articolo anche sulla rivista Il Lucano Magazine!
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